Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti. Continuando la navigazione si accetta il loro utilizzo.

Il primo restauro


Tutto è cominciato quando alcuni soci, nel loro quotidiano impegno nella ricerca di barche tradizionali in stato di abbandono o grave incuria, si sono imbattuti in una imbarcazione "nuova" per stile e forme. Giaceva come relitto in un deposito di rottami, fra carcasse di automobili sfasciate e cataste di pneumatici vecchi.
Il suo ultimo viaggio era terminato di fronte alla scogliera di Marina Serra, vicino Tricase, la sera del 17 maggio 2002, con un carico di 98 curdi disperati, in fuga dalle loro terre lontane.

Il lavoro di restauro è stato realizzato, dai maestri d’ascia e dai soci dell’ Associazione Magna Grecia Mare, in un ottica conservativa e nel pieno rispetto della tradizione, ricorrendo a antiche e collaudate tecniche di carpenteria navale, tramandate loro da vecchie maestranze, pescatori, artigiani e uomini di mare. Una eredità che viene anche trasmessa dalla Scuola ai suoi allievi durante i corsi di antica marineria.

Tutto l'armo è auto-costruito, grazie all'esperienza che proviene da anni di pratica con le imbarcazioni più piccole, facenti parte del Museo delle Imbarcazioni Tradizionali e dell'Arte Marinaresca.

Share this post
FaceBook  Twitter  

Member Access